Parola di Dante
Luca, Serianniقیمت نهایی
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مشخصات کتاب
- نویسنده
- Luca, Serianni
- سال انتشار
- ۱۹۸۳
- فرمت
- AZW3
- زبان
- ایتالیایی
- حجم فایل
- ۴۰۹٫۶ کیلوبایت
- شابک
- 9788815293145، 9788815367587، 9788815369369، 8815293140، 8815367586، 8815369368
دربارهٔ کتاب
Da qualche anno, nei dibattiti televisivi o in presenza, si sente l'oratore di turno che non si risolve a terminare il suo intervento e dice «Un'ultima cosa e poi mi taccio». Si tratta di una lepida formula anticheggiante restata inconsapevolmente nell'orecchio dal canto di Farinata, uno dei più famosi: «qui dentro è 'l secondo Federico / e 'l Cardinale; e degli altri mi taccio». La memorabilità di questa clausola ha probabilmente generato questo uso imperversante, senza nessuna consapevolezza da parte di chi usa questa formula. La Commedia di Dante non è soltanto un esempio insuperato di creazione poetica, ma anche un serbatoio linguistico che nel tempo ha riccamente alimentato il vocabolario dell'italiano. L'eredità dantesca è fatta di parole ed espressioni dalla storia diversa. Alcune resistono nella nostra lingua fino a oggi, a volte cambiando in tutto o in parte il significato. Altre è stato Dante stesso a coniarle, o a usarle per primo in italiano. Ma in un'opera letteraria come la sua le parole non possono essere staccate dalla poesia, e così il libro si sofferma su alcuni casi esemplari, ne tratteggia il profilo in riferimento al contesto in cui occorrono e alle implicazioni di senso di cui sono portatrici. Serianni guida il lettore ad accostarsi al genio linguistico del nostro poeta nazionale. In un anno di anniversari e di celebrazioni per il sommo poeta, Luca Serianni, da buon linguista, si concentra sulla lingua e ne crea Parola di Dante, un volume attento ed artistico sulle parole che il creatore della Divina Commedia ci ha lasciato in eredità. Vi accorgerete così che son molte più di quelle che pensate e, scorrendo l’affascinante saggio di Serianni, vi accorgerete che a settecento anni dalla sua morte, Dante Alighieri è ancora con noi, nel linguaggio che usiamo quotidianamente e in quella genialità immensa che lui possedeva e che trasudava anche nelle sue parole. Alcune le ha coniate lui, altre le ha modificate, altre ancora già esistevano, ma è stato lui ad usarle per la prima volta nella Commedia. In un 2021 di rimembranza, Serianni collega così l’allora all’oggi soffermandosi in modo unico ed interessante su un linguaggio che sui banchi di scuola ci è sembrato forse ostico, ma che rivela delle unicità e delle particolarità che il linguista ci rivela e ci fa osservare illuminandoci. Che lingua meravigliosa usava Dante e che misto di arte e di poesia in suoni legati tra di loro in modo non casuale. Parola di Dante è un volume da leggere non solo per gli appassionati del creatore della Divina Commedia, ma anche per chi vuole capire che lingua parliamo e che significato ha. Da qualche anno, nei dibattiti televisivi o in presenza, si sente l'oratore di turno che non si risolve a terminare il suo intervento e dice'Un'ultima cosa e poi mi taccio'. Si tratta di una lepida formula anticheggiante restata inconsapevolmente nell'orecchio dal canto di Farinata, uno dei più famosi:'qui dentro è'l secondo Federico / e'l Cardinale; e degli altri mi taccio'. La memorabilità di questa clausola ha probabilmente generato questo uso imperversante, senza nessuna consapevolezza da parte di chi usa questa formula. La Commedia di Dante non è soltanto un esempio insuperato di creazione poetica, ma anche un serbatoio linguistico che nel tempo ha riccamente alimentato il vocabolario dell'italiano. L'eredità dantesca è fatta di parole ed espressioni dalla storia diversa. Alcune resistono nella nostra lingua fino a oggi, a volte cambiando in tutto o in parte il significato. Altre è stato Dante stesso a coniarle, o a usarle per primo in italiano. Ma in un'opera letteraria come la sua le parole non possono essere staccate dalla poesia, e così il libro si sofferma su alcuni casi esemplari, ne tratteggia il profilo in riferimento al contesto in cui occorrono e alle implicazioni di senso di cui sono portatrici. Con il garbo e lo stile di sempre, e un inconfondibile tratto di originalità, Serianni guida il lettore ad accostarsi al genio linguistico del nostro poeta nazionale. Intersezioni
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